Breve commento alla LUMEN GENTIUM di Tiziano Brenna

Pubblicato il 18 aprile 2013 in Concilio vaticano, Spunti di riflessione
Corpus Domini

Costituzione Dogmatica sulla Chiesa –  Concilio Vaticano II

Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (cfr. Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa.

La Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. L’inizio della Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) ci porta subito ad una prima riflessione:  la Chiesa vive di luce riflessa, quella di Cristo e, la vita delle comunità cristiane del nostro tempo deve modellarsi sull’immagine della Chiesa, non quale gerarchia che governa un popolo cristiano, bensì un popolo di Dio che vive grazie ai carismi dello Spirito Santo. Il documento conciliare è strutturato in 8 capitoli e ognuno di loro descrive diversi aspetti della comunità dei credenti. Si parte dalla descrizione della dimensione soprannaturale e di comunione nella Chiesa, per passare poi alla struttura della Chiesa, alla santità alle quale sono chiamati tutti i credenti e infine alla comunione tra i credenti pellegrini sulla terra e coloro che sono già in Dio. La meditazione sulla Lumen gentium deve costituire il fondamento dell’attività pastorale di ogni comunità cristiana che vuole vivere nel mondo per fermentarlo con la Parola del Vangelo.

La dimensione misterica della Chiesa

Il primo degli otto capitoli in cui è divisa la Lumen Gentium tratta esplicitamente della dimensione misterica della Chiesa,  la quale prima di essere un’assemblea di persone, è un mistero, una realtà soprannaturale. La parola greca mystérion, in latino mysterium e sacramentum, esprime il segno visibile della realtà nascosta della salvezza, un evento nascosto nel progetto di Dio sin dall’eternità. Questo evento della salvezza non è rimasto presso Dio, ma è stato rivelato all’uomo nella storia. Dio  stesso  non ha voluto rimanere nascosto, inaccessibile, ma si è fatto conoscere attraverso segni tangibili e realtà concrete. Momento culminante di tale rivelazione di Dio è stata l’incarnazione di Gesù, il quale  inviato nella carne, è diventato uomo. Gesù, guarendo e insegnando era segno della presenza di Dio in mezzo agli uomini e, nella fede, alcuni di loro coglievano in Gesù l’incontro con Dio. Quindi, lo Spirito divino che agiva in Gesù lo rendeva, attraverso le sue parole e le sue azioni, segno e strumento attivo della Parola di Dio, fondamento della salvezza. E’ lo Spirito divino che agiva in Gesù, dopo la sua morte e resurrezione è stato inviato sulla Chiesa, chiamandola a rendere presente ed efficace l’azione di salvezza di Dio.  Salvezza che Dio continua a compiere attraverso il Signore risorto, nella potenza dello stesso Spirito di Gesù, proprio attraverso noi poveri peccatori, chiamandoci ad essere membra del Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Ecco il primo fine della Chiesa, essere sacramento (segno e strumento) della comunione con Dio.

L’origine della Chiesa

L’origine della Chiesa è radicata nella comunione trinitaria. Questa riflessione ci consente di capire l’origine, la realtà e lo scopo della Chiesa. Dio nella creazione dell’uomo e della donna come comunità manifesta già il suo disegno di radunare gli uomini in un solo corpo. Anche nella storia del popolo di Dio, Israele, dell’antica alleanza che è preparata la manifestazione della Chiesa, una comunità alla quale donare la missione di salvezza del mondo. Ma solo nel Figlio, Cristo Gesù, che questa salvezza viene pienamente manifestata. E’ proprio il suo messaggio e la sua attività in favore degli uomini che prepara  il Regno di Dio (il realizzarsi della salvezza in tutte le sue manifestazioni) e proprio attraverso la sua morte e risurrezione che incomincia ad instaurarsi nel mondo, mediante la Chiesa.

Chiesa, popolo di Dio

Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente … scelse per Sé il popolo Israelita, stabilì con lui un’alleanza, e lo formò lentamente manifestando nella storia Se stesso e i suoi disegni … Tutto in preparazione di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo ..”. Questa affermazione, Chiesa popolo di Dio, richiama le radici ebraiche del Cristianesimo e che la salvezza è stata preparata attraverso il popolo d’Israele. In secondo luogo la Chiesa si definisce attraverso la comunione, essa non è composta da cristiani isolati e chiusi nella propria esperienza di fede, bensì rappresenta  un popolo in cui lo Spirito agisce in ogni persona per il bene di tutti. La salvezza delinea così la realtà stessa di Dio di rivelarsi all’uomo, la quale comporta diaconia e missione, cioè il cristiano è chiamato a mettersi al servizio del mondo per costruire il Regno di Dio nella storia, testimoniare con la parola e la vita il Vangelo di Gesù, offrire se stesso in comunione con il sacrificio del Signore per glorificare Dio e santificare il mondo. Questo popolo racchiude in sé delle caratteristiche che lo contraddistingue dal mondo. Esso ha un capo, che è il Cristo, il quale nella sua morte e risurrezione ha fondato la Chiesa; ha una condizione, essere dei figli di Dio; una legge che lo spinge ad amare con l’amore di Cristo; un ruolo, quello di servire il mondo e testimoniare l’amore di Dio per gli uomini. Tutti i cristiani sono chiamati ad assumere una dimensione sacerdotale dal momento del loro battesimo, cioè dal momento in cui sono introdotti nella Chiesa, sono chiamati a fare della loro vita un’offerta gradita al Signore. Questo vuol dire che ogni battezzato deve sempre rendere testimonianza a Cristo, nella fedeltà al Vangelo, attraverso una vita santa e una carità operosa. Dal battesimo nasce il dovere di essere testimoni del Vangelo, di lavorare per la crescita della Chiesa attraverso la disponibilità a consacrare il proprio tempo, le proprie forze, il proprio cuore, secondo i doni ricevuti. La Lumen Gentium ci ricorda che questa vita santa e caritativa trae origine da un’indole sacra che a sua volta si attua attraverso i sacramenti. Proprio attraverso i sacramenti ogni uomo viene incorporato nella Chiesa (battesimo), diffonde e difende la fede come vero testimone di Cristo (cresima), partecipa al sacrificio eucaristico (Eucaristia), riceve la misericordia di Dio (penitenza), diventa guida della comunità (ordine) oppure significa il mistero di unità e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa (matrimonio). Ecco allora che ogni uomo, munito di tanti e mirabili mezzi di salute (LG 11), viene chiamato dal Signore alla santità e a formare il Popolo di Dio.

 Tiziano Brenna

Articolo originale

Nessuna Risposta to “Breve commento alla LUMEN GENTIUM di Tiziano Brenna”

Non è più possibile lasciare un commento.